Bambole gonfiabili realistiche nelle case di piacere

Nelle settimane scorse ha fatto notizia e sollevato non poche polemiche l’apertura, a Torino, di una casa di appuntamenti atipica e del tutto legale, dove i clienti possono intrattenersi non con delle escort ma con delle bambole gonfiabili estremamente realistiche.

Contrariamente a cosa si potrebbe pensare dal nome, non si tratta dei classici oggetti sessuali fatti di plastica e rozzamente dipinti che basta gonfiare e che pesano pochi etti, ma vere e proprie bambole fatte per il piacere maschile e femminile, modellate in maniera molto verosimile e proporzionata, che hanno raggiunto un grande numero di estimatori in tutto il mondo e che sono sbarcate anche nel capoluogo piemontese, suscitando un misto di sdegno, ilarità ma anche interesse.

Quello delle sex dolls è un mercato fiorente e, contrariamente a quanto si possa pensare, in rapida espansione: dai primi prototipi nati a scopo sessuale quasi un secolo fa, queste bambole si sono diffuse molto in Giappone, dove non è raro né considerato tabù possedere una di questi feticci. Col tempo le loro caratteristiche si sono affinate, fino ad arrivare a vere e proprie riproduzioni fedelissime di donne e uomini fabbricate in questi anni: oggi, le bambole sessuali sono divenute le protagoniste di molte case a luci rosse, specialmente in Germania, i cui abitanti sembrano gradire questo tipo di compagnia.

Per dimensioni, sensazioni tattili e peso, le sex dolls garantiscono un’esperienza decisamente coinvolgente per i fruitori, quasi sempre maschi eterosessuali dai trentacinque ai cinquant’anni, tanto che le prenotazioni per appartarsi con uno di questi mannequin del sesso a Torino sono fioccate, riempiendo velocemente le agende delle procaci bambole di silicone.

Nello specifico, è stata della ditta LumiDolls, che produce quelle che sono ritenute le migliori bambole in commercio, l’idea di aprire una casa di appuntamenti anche in Italia, sfidando il luogo comune che vede nel maschio italico un uomo che non si lascerebbe mai la carne per il silicone; il successo dei primi giorni conferma che l’azienda spagnola, che aprì la sua prima sede a Barcellona, la seconda a Mosca e ora è alla conquista di Torino, ci aveva visto lungo. Per la compagnia di una di queste bambole, che variano per fisico, etnia e che possono essere vestite secondo le richieste dei clienti, i gestori della casa chiedono circa ottanta euro per mezz’ora, durante la quale il fruitore può sfogare le sue fantasie più spinte, praticando sesso vaginale, orale e anale con le sex dolls, il tutto esclusivamente sul letto, usando il preservativo e evitando di danneggiarle, motivo per cui è chiesta anche una cauzione iniziale di cinquanta euro.

Per i clienti che lo richiedono, la sex doll sarà fatta trovare nella posizione che preferiscono per il sesso. Tra le bambole trova posto anche un bambolotto, Alessandro, dal fisico scolpito e dal pene intercambiabile, con una lunghezza che varia dai tredici ai diciotto centimetri a seconda dei gusti, a riprova che il pubblico è più variegato di quello che si pensi; diverse prenotazioni sono state fatte da donne e da coppie alla ricerca di un brivido extra nel loro rapporto.

Nei giorni scorsi, la LumiDolls di Torino è stata chiusa temporaneamente, in attesa che l’igienizzazione che i gestori realizzavano alle bambole raggiunga gli standard richiesti dal dipartimento di igiene e che arrivino gli ultimi permessi: pare, infatti, che i locali non ne fossero provvisti ma, assicurano i gestori, a giorni quel piccolo fabbricato anonimo nel quartiere popolare di Mirafiori che ospita le delicate signorine di silicone riaprirà, e questa volta ventiquattro ore al giorno.

Per la gioia dei clienti, quindi, che sono arrivati e arriveranno da tutta Italia, la riapertura è imminente, con buona pace di bigotti e perbenisti, che mal digeriscono una vita sessuale diversa dalla loro e che hanno presentato non pochi esposti alle autorità, chiedendo la chiusura di quella che è solo, alla fine dei conti, una pratica innocua e che non danneggia né sfrutta nessuno.

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